I viaggi in  India


I Luoghi



Rajasthan e Agra
Si parte dalla capitale Delhi, frenetica e monumentale, per quello che da sempre, a torto o a ragione, viene considerato il “primo viaggio in India”: il Rajasthan.
Percorrere un itinerario fra le cittadelle fortificate e i palazzi nascosti sulle piccole alture o fra il deserto è come perdersi in un viaggio nel tempo della fantasia, inseguendo il miraggio dell’India favolosa dei Raja.
Le immagini della memoria prendono la tinta viva del presente davanti ai palazzi maestosi di Jaipur, la capitale del Rajasthan, città dalla storia e dalle leggende fantastiche, la città rosa che vide il suo massimo splendore durante il periodo Moghul e in particolare grazie a Jai Singh II che fece costruire il City Palace e l’osservatorio astronomico.
Ci si può perdere con il pensiero immaginando come doveva scorrere lenta la vita a Jaisalmer, antica città carovaniera nel deserto del Thar, con la fortezza che appare all’improvviso fra la sabbia color ocra. Si può vagabondare a lungo fra le stradine che salgono verso il forte Meherangar di Jodhpur, fra le case intonacate di blu e i bazar dove scoprire il ricco artigianato, i tessuti, i sari e le spezie profumate; oppure lasciarsi incantare dai palazzi che si specchiano nel lago Pichola a Udaipur, la città dell’aurora e la più romantica fra le città rajasthane...
Ma ancora rimangono da scoprire i santuari jainisti di Ranakpur e del Monte Abu, le mille case affrescate nascoste nello Shekawati, il lago sacro e il tempio dedicato a Brahama di Pushkar, le città fortezze come Chittorgarh e il parco di Ranthambore dove si nasconde la tigre...
E inevitabilmente il viaggio termina a Agra, davanti al capolavoro dell’arte e dell’architettura indo-islamica, voluto dall’imperatore Shah Jahan per commemorare la sposa Mumtaz Mahal e realizzato con tanta armonia in marmo bianco, dove sostare in silenzio all’alba o al tramonto.

Le regioni himalayane
Da l’Hindu Kuch afgano e pachistano fino al nord dello Yunnan, l’enorme barriera himalayana attraversa paesi dalle tradizioni e dalle fedi religiose molto diverse. Ci furono tempi in cui le carovane solcavano le piste in alta quota senza alcuna preoccupazione per i confini, assicurando così, oltre che lo scambio delle merci, anche quello culturale... un viaggio nelle regioni himalayane è innanzi tutto un viaggio fra culture e popoli dalle tradizioni millenarie e fra paesaggi indescrivibili.
Il “Paese degli alti valichi”, il Ladakh, è anche chiamato “piccolo Tibet”per la sua etnia, di fede prevalentemente buddhista, e per la configurazione del paesaggio. In estate la calura delle pianure è un ricordo lontano, nelle valli che si aprono lungo il corso spumeggiante dell’Indo si respira l’aria rarefatta dei tremila metri. Un panorama quasi primordiale fa da sfondo ai monasteri incastonati nelle pieghe delle montagne e le loro minuscole finestrelle incorniciano le cime del Karakorum a nord e dell’Himalaya a sud.
Il Bhutan, “la terra del drago tuonante” è un paese quasi magico, che, nonostante la sua recente apertura al mondo e al turismo (molto limitato) sembra ancora vivere nel medioevo. Nei grandi monasteri che sembrano fortezze inespugnabili si celebrano feste e festival dai colori sgargianti, mentre a primavera le valli fioriscono di orchidee.
La vita dura e autentica delle popolazioni nomadi dei grandi altipiani, i monasteri risparmiati dagli invasori, un popolo fiero e gentile allo stesso tempo: questo è il Tibet più autentico che ancora, forse ancora per poco, si può scoprire con un lento percorso che ha inizio dal vicino Nepal, terra dalla storia recente altrettanto tormentata, con i templi e palazzi medievali di Kathmandu e delle antiche capitali, i villaggi che si affacciano sulle cime himalayane, i rinoceronti e le rarissime tigri del parco di Chitwan.

La valle del Gange
Ganga, il grande fiume-madre dell’India, vivificatore dell’immensa pianura che attraversa, dopo essere sceso dalle montagne e dalle colline, è anche la via che conduce all’India delle campagne e della devozione.
Un viaggio attraverso la Valle del Gange inizia dai ventidue templi con le raffinatissime sculture erotiche di Khajuraho per arrivare ai gath di Varanasi, dove incessantemente bruciano le pire funerarie e i fedeli si lavano nelle acque sacre, passando per Allahabad, alla confluenza fra i fiumi Gange e Yamuna dove ogni dodici anni i pellegrini e fedeli si radunano per il Kumbh Mela e potrebbe continuare fra villaggi e campi coltivati oltre Calcutta, fra le paludi del delta e le mangrovie dei Sunderbans in cui si nascondono le tigri.

Goa
A Velha Goa, antico avamposto portoghese, si respira ancora l’atmosfera coloniale di un tempo, con le chiese bianche, le case basse e colorate, gli aromi e le spezie che rimandano più all’America Latina che all’Asia. Vecchio paradiso dei figli dei fiori degli anni sessanta, meta di turisti alla ricerca di emozioni forti, rave party sulle spiagge e mercati animati, piccoli resort in collina con grande attenzione alle atmosfere e grandi complessi turistici sulle lunghe spiagge.
Goa è un po’ di tutto ciò, una parte di India molto particolare che almeno una volta va inserita in un itinerario di viaggio.

Tamil Nadu
Porta d’ingresso nell’India meridionale è Madras, ribattezzata con il suo nome originale Chennai, moderna e dinamica, dove convivono la fiorente industria cinematografica dei film in lingua tamil e l’accademia Kalakshetra per l’apprendimento dell’antica danza tradizionale Bharata Natyam. Appena lasciata Chennai si entra in un altro universo, a cominciare dal vecchio avamposto coloniale francese di Pondicherry, deliziosa cittadina affacciata sul mare dove è bello oziare passando dalla città bianca con le case d’epoca colorate, ora per lo più trasformate in piccoli alberghi di charme, alla caotica città nera Tamil, con il mercato, la folla, il caos del traffico tipico di ogni città indiana.
Il Tamil Nadu è uno degli stati con la più alta concentrazioni di templi e santuari, voluti ed edificati dalle potenti dinastie che si succedettero dal 5° a.c. fino alle invasioni islamiche del 1500. Da Chennai scendendo verso sud fino a raggiungere Cape Comorin, la punta più estrema dell’India, è un susseguirsi di città, minuscole o grandi, costruite attorno a templi e complessi religiosi.
Mahabalipuram con i monumenti sacri che si affacciano sul mare e lo spettacolare bassorilievo che rappresenta la discesa del Gange, i complessi attorno al delta del fiume Kaveri, Gangaikondacholapuram, Chidambaram dedicato a Shiva danzante che, secondo la tradizione, ballò per la prima volta davanti agli dei, mostrando le diverse posture di quella che sarebbe diventata la danza Baharata-Natyam, Kumbakonam e Darasuram, e infine Tanjore, Trichy e Madurai, dove è possibile assistere a cerimonie suggestive che si ripetono ogni giorno.
Fra Trichy e Madurai un piccolo gioiello rappresentato dalla regione di Chettinad è una delle nostre mete preferite: un insieme di villaggi, templi, case e palazzi, dimore della ricca comunità di mercanti Chettiars che prosperavano con il commercio fra i possedimenti dell’impero coloniale britannico nel 19° secolo. Allo sgretolamento dell’impero anche le famiglie si dissolsero o si trasferirono nelle città, lasciando in decadimento i loro possedimenti. Lentamente la zona sta ora riacquistando un po’ degli antichi splendori con il restauro di alcuni palazzi e soprattutto sta destando interesse fra i viaggiatori per la sua atmosfera particolare che invita all’ozio e alla lenta scoperta di villaggi e templi, confortati dall’alloggio in dimore sorprendentemente affascinanti e da una cucina dai sapori misteriosi.

Kerala
Il Kerala è un luogo molto speciale non solo per la sua natura lussureggiante e per la sua conformazione che alterna lunghe spiagge e palmeti, risaie e canali che entrano ed escono dal mare lambendo villaggi e lagune, alture che arrivano a toccare i 2500 metri di altitudine con piantagioni di te e spezie e riserve naturali dove si nascondono elefanti, scimmie e leopardi.
Il Kerala è lo stato indiano con la più alta percentuale di alfabetizzazione (90%), dove governi presieduti da partiti comunisti sono rimasti in carica a lungo, e dove gli induisti sono solo il 56% della popolazione, accanto al 24% di islamici, al 19% di cristiani e a una piccolissima comunità ebraica che, secondo quanto vuole la tradizione, giunse da Gerusalemme attorno al 560 a.c.
Un viaggio in Kerala è in genere una vacanza all’insegna del relax e del contatto con la natura, con soggiorni nei resort sulle spiagge di Kovalam, nell’estremo sud o Marari, nei pressi di Kochi; con brevi escursioni navigando su comode houseboat fra i canali delle backwaters attorno al lago Vembanad o passeggiando nelle riserve naturali di Periyar e Munnar.
Ma il Kerala riserva anche altre sorprese: come la parte storica di Kochi, colonizzata da portoghesi e olandesi che hanno lasciato in eredità case con porticati e cortili interni e l’antico palazzo di Mattancherry, o le rappresentazioni di Kathakali e Theyyam, basate sulle leggende e sui personaggi della mitologia indiana.
Il Kerala è anche la patria dell’ Ayurveda, antica disciplina parte integrante della vita e della cultura locale da più di 5000 anni. Un soggiorno con terapie ayurvediche è una pausa, un momento da dedicare a sé stessi facendosi accudire, coccolare e soprattutto riacquistando serenità e buona forma fisica.

Sri Lanka
“Isola sorridente”, “isola splendente”, “lacrima di Buddha”... tanti modi per definire un piccolo paese che, in pochi chilometri quadrati, racchiude le tre antiche capitali di Anaradhapura, Polannaruwa e Sigirya, misteriose e nascoste fra la giungla; retaggi dei periodi coloniali olandese e britannico con alcune splendide dimore ora riconvertite in alberghi di charme; Kandy e il tempio del dente di Buddha, con le lunghe file di fedeli che tutti i giorni pazientemente attendono il loro turno per venerare la reliquia; le piantagioni di tè che addolciscono con la loro morbidezza le colline e i rilievi attorno a Nuwara Eliya e infine i parchi naturali come quello di Yala, dove, fra la savana e il mare, si nascondono leopardi, bufali ed elefanti.

World Heritage List

Questi i siti riconosciuti dall’Unesco in India, le cui visite sono previste nei nostri itinerari:

Forte Rosso di Agra
Grotte di Ajanta, Maharashtra
Monumenti buddhisti di Sanchi, Madhya Pradesh
Chiese e conventi di Goa
Grotte di Elephanta - Maharashtra
Grotte di Ellora - Maharashtra
Grotte di Bhimbetka, Madhya Pradesh
Fatehpursikri, Rajasthan
I grandi “templi viventi” del periodo Chola: Tanjore, Gangaikondacholapuram e Darasarum, Tamil Nadu
Victoria Terminus di Mumbay, Maharashtra
Parco archeologico di Champaner - Pavagadh, Gujarat
Monumenti e sito di Hampi, Karnataka
Monumenti e templi di Mahabalipuram, Tamil Nadu
Monumenti ed edifici di Pattadakal, Karnataka
Tomba di Humayun, Delhi
Templi di Khajuraho, Madhya Pradesh
Complesso dei templi Mahabodhi di Bodghaya, Bihar
Ferrovie di montagna (Darjeeling, Kalka/Shimla e Nilgiri nel Tamil Nadu)
Qutub Minar, Delhi
Forte Rosso, Delhi
Tempio del Sole, Konarak, Orissa
Taj Mahal, Agra, Uttar Pradesh



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