I viaggi in  Namibia


I Luoghi



Deserto del Kalahari
E' una vasta distesa sabbiosa, che anticamente copriva tutto il cuore del continente sino all' attuale Kenya. E' il quarto deserto al mondo per estensione e la Namibia lo condivide coni vicini Sudafrica e Botswana, diventando di recente un parco "transfrontaliero". E' caratterizzato da morbide e basse dune rosse e dalla presenza di piccoli arbusti, ma soprattutto è la culla della cultura e della popolazione boscimane, discendenti dei "San", oggi stanziata in questa zona in sempre più piccole comunità che lottano per la salvaguardia e la conservazione delle proprie tradizioni, al fine di scongiurarne l' estinzione. Tra le molteplici abilità dei boscimani troviamo la capacità di estrarre abilmente l' acqua dal territorio arido e le strategie di cattura di animali ostili e tipici di questa zona.

Fish River Canyon
Situato nel sud della Namibia, è il secondo canyon al mondo per grandezza dopo il Grand Canyon statunitense. Si estende per circa 160 km per una larghezza fino a 27 km ed una profondità fino ai 500 mt. E’ ricco di riserve naturali e nasce dall’ erosione del fiume Fish che un tempo trasportava grandissime quantità di acqua. E’ costituito da rocce dolomitiche e granitiche ed ospita sorgenti di acqua calda sulfuree. Famoso in questo canyon è l’ albero dell’ Aloe dichotoma o albero faretra, che fiorisce da maggio a luglio. Presenti inoltre diverse specie di mammiferi tra cui il kudu, il saltarupe, lo springbok, le zebre di Hartman, leopardi, babbuini, aquile nere e pescatrici, martin pescatori, pellicani, aironi e struzzi.

Swakopmund
“Swakop” è una delle città più curiose dell’Africa Australe grazie alla sua architettura da villaggio bavarese trapiantata in un remoto pezzo d’Africa tra l’Oceano Atlantico e le dune del Namib; qui è ancora presente una forte ed orgogliosa comunità di origine tedesca. La cittadina nacque inizialmente come porto per poi trasformarsi in località turistica, ruolo che ancora oggi ricopre, offrendo al viaggiatore un ampio ventaglio di attività ed escursioni davvero piacevoli come:
- sorvolo della Skeleton Coast;
- quad biking tra le dune di sabbia;
- pesca di altura (squali);
- crociere nella baia di Walvis Bay popolata da fenicotteri, pellicani, delfini e orarie;
- Moon Valley, un favoloso dedalo di rocce scolpite dal corso del fiume Swakop dai paesaggi quasi lunari;
- Sandwich Harbour, una laguna di acqua salata circondata dalle dune accessibile (rigorosamente in 4x4) solo quando le maree lo permettono. Rifugio per migliaia di fenicotteri ed oasi dove ammirare le due sconfinate distese dell’oceano e del deserto. Un must di ogni viaggio in Namibia.

La zona di Swakopmund è anche caratterizzata dalla presenza della Welvitschia Mirabilis, la pianta che è il simbolo del paese. La Welvitschia è caratterizzata da un’incredibile longevità (alcuni esemplari sembrano avere circa duemila anni di vita) e da due foglie, lunghe fino a 5 metri, che si adagiano sul terreno e vengono sfrangiate e riarse dall’azione del vento e del sole. La pianta sopravvive assorbendo l’umidità recata dalle frequenti nebbie costiere. Le foglie, infatti, catturano direttamente parte dell’umidità, condensando il resto in gocce d’acqua che dalla sabbia passano alle radici.

Skeleton Coast
La strada costiera che porta verso nord è in condizioni talvolta pessime e la visibilità, causa nebbie e foschie, è sempre pessima. Una terra arida e desolata dove la presenza umana è pressoché assente, al di là di qualche raro e remoto insediamento.
L’area è sottoposta a vincolo ambientale nell’ambito dello Skeleton Coast Park ed è accessibile solo nella parte meridionale (dove tra l’altro i relitti sono assenti in quanto localizzati nella parte nord, in prossimità del confne con l’Angola) dagli ingressi di Mile 108 (180 km da Swakopmund) e della R3245 ad ovest di Khorixas.
Addentrarsi lungo costa significa percorrere lunghe distanze su una strada in pessime condizioni, con cattiva visibilità (causa nebbie e foschie) e senza panorami di particolare interesse. Le strutture ricettive inoltre sono limitate e generalmente spartane. Un sorvolo su di un piccolo aereo da turismo è certamente la maniera migliore per ammirare la Skeleton Coast.

Damaraland
Una vasta area disabitata e selvaggia, percorsa da piste spesso non segnate, che offre con il Namib i paesaggi più spettacolari ed impressionanti del paese. Un mondo di roccia antica, con canyon e gole di pietra modellate dall’azione del vento e dalle rare piogge che sovente assumono un carattere impetuoso dando origine a corsi d’acqua effimeri, fiumi di sabbia che prendono vita solo per pochi giorni l’anno. Oltre ad ospitare giraffe, kudu, orici, springbok, iene, rari leoni e leopardi, il Damaraland è la terra degli elusivi, irascibili e difficilmente avvicinabili elefanti e rinoceronti del deserto. A proposito degli elefanti del deserto è in corso un dibattito scientifico per determinare se si tratta di una sottospecie a sé stante oppure di animali che si sono semplicemente adattati a vivere in condizioni estreme. Nonostante la taglia più piccola rispetto agli elefanti della foresta e della savana, si tratta pur sempre di pachidermi che necessitano comunque di grandi quantità di cibo ed acqua che qui sono scarsi. Ciò determina areali piuttosto estesi che coprono decine e decine di kmq. La Namibia, con il Mali, è l’unico paese al mondo ad ospitare gli elefanti del deserto che negli anni 90, unitamente ai rinoceronti, sono stati oggetto di una caccia spietata. Ultimamente il governo namibiano ha mostrato un maggiore e più deciso impegno nel contrastare il bracconaggio ed il numero dei pachidermi è in ripresa.

Epupa Falls
Le Cascate, il cui nome in Herero ha il significato di “Acque che cadono”, sono formate dal fiume Kunene che segna il confine tra Namibia ed Angola. Il Kunene allargandosi a ventaglio forma una serie di canali paralleli (con ampiezza di 500 metri circa) che scendono a valle con un dislivello di 60 metri circa distribuito su una lunghezza di 1,5 chilometri. Spettacolare il salto principale (37 metri circa) e la serie di laghetti che precedono le cascate dove farsi cullare dalle acque del fiume, facendo attenzione a non farsi trascinare via dalla corrente. Evitare il bagno nella zona delle rapide dove si aggirano voraci e pericolosissimi coccodrilli.I meno ardimentosi potranno effettuare delle belle passeggiate nella zona a valle delle cascate, dove le colline consentono di godere una vista decisamente panoramica. Nei dintorni delle cascate sorgono numerosi villaggi Himba, agglomerati di capanne di fango circondate da una palizzata di frasche, detta boma. Gli Himba qui residenti sono oramai abituati al turismo ed occorre spingersi nel cuore del Kaokoland per trovare comunità più autentiche.

Striscia del Caprivi
Come suggerito dal nome si tratta di un lembo di terra, lungo quasi 500 km, che dalla Namibia nord orientale si incunea verso levante in direzione del fiume Zambesi, laddove s’incontrano Zambia, Zimbabwe e Botswana. È un territorio annesso alla Namibia durante l’epoca coloniale per rendere possibile ai tedeschi  l’accesso al grande fiume e di qui all’Oceano Indiano. Bagnato dalle acque di numerosi importanti fiumi come il Kavango, il Kwando, il Linyanti ed il Chobe, oltre che dal grande Zambesi, il Caprivi si presenta come un’entità totalmente aliena al resto della Namibia, caratterizzata da una presenza abbondante di acqua ed una vegetazione fitta, a tratti lussureggiante. Interessanti i parchi e le riserve (Bwabwata, Mamili e Mudumu) dove recentemente sono tornati i grandi mammiferi, tra cui gli ippopotami, e dove è possibile avvistare una ricca avifauna. Una sorta di sostanziosa anticipazione delle meraviglie del vicino Botswana ma a costi più contenuti. Dal Caprivi si può passare facilmente al Chobe, al Delta dell’Okavango, alla magnifica Concessione di Kwando ed alle Cascate Vittoria combinabili in un unico itinerario naturalistico.



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